Chi siamo

Avaaz è la comunità che si crea intorno a una campagna che porta la politica dei cittadini nel processo decisionale in tutto il mondo.

QUELLO CHE FACCIAMO

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Una comunità transnazionale che è più democratica, e potrebbe essere più efficace, delle Nazioni Unite.
 — Suddeutsche Zeitung

Avaaz, che significa "voce in tante lingue europee, mediorientali e asiatiche, è stata lanciata nel 2007 con una semplice missione democratica: organizzare i cittadini di tutte le nazioni per avvicinare il mondo che abbiamo al mondo che la maggior parte delle persone ovunque vorrebbero.

Avaaz dà la possibilità a milioni di persone che vengono da diverse strade di vita a impegnarsi su questioni urgenti di natura internazionale, dalla povertà nel mondo alle crisi in Medio Oriente al cambiamento climatico. Il nostro modello di organizzazione su internet permette a migliaia di sforzi individuali, anche se piccoli, di combinarsi rapidamente in una potente forza collettiva. (Leggi dei nostri risultati sulla pagina In evidenza.)

Ben in 15 lingue grazie a un team di professionisti sparsi in 6 continenti e volontari in tutto il pianeta, la comunità di Avaaz si mobilita (firmando petizioni, finanziando campagne pubblicitarie, inviando e-mail e appellandosi a capi di governo, organizzando proteste su strada e altri eventi) per assicurare che il punto di vista e i valori dei cittadini in tutto il mondo siano presi in considerazioni nelle decisioni che riguardano tutti noi.

 
Pubblicato il: 9 Giugno 2011

Lo stile di Avaaz: come lavoriamo

Grazie alla tecnologia, una nuova velocità e flessibilità

In passato gruppi internazionali di cittadini e movimenti sociali dovevano costruire ogni volta un'alleanza su ogni questione, anno dopo anno e paese dopo paese, per raggiungere un livello tale da poter fare la differenza.

Oggi grazie alle nuove tecnologie e a un'etica crescente di interdipendenza globale, quella costrizione non esiste più. Mentre gli altri movimenti globali della società civile sono composti da reti su questioni specifiche di capitoli nazionali, ognuno con il suo staff, budget, e processo decisionale proprio, Avaaz ha un solo team globale con il mandato di lavorare su qualunque argomento concernente la sfera pubblica, dando così vita a campagne a risposta immediata, flessibili, dritte al punto e di grande impatto.

La comunità on-line di Avaaz può agire come un megafono per attirare l'attenzione su nuove questioni; un faro che può illuminare l'indignazione generale sparsa qua e là in una campagna precisa; un camion dei vigili del fuoco pronti a dare una risposta efficace a un'emergenza venuta fuori all'improvviso; una cellula staminale per fare pressione che cresce in qualunque forma è migliore per rispondere al bisogno urgente.

Le priorità di Avaaz e il potere che viene dai membri

Ogni anno Avaaz fissa le priorità generali grazie ai sondaggi ai membri (vedi qui i risultati del sondaggio 2013), e le idee sulle campagne sono indagate e testate settimanalmente su test fatti 10.000 membri presi a caso: soltanto le iniziative che trovano una forte risposta vengono intraprese. Le campagne che poi raggiungono tutti i nostri membri sono poi caricate da centinaia di migliaia di membri di Avaaz che si mobilitano nel giro di pochi giorni o talvolta poche ore.

L'etica di una leadership al servizio

Lo staff di Avaaz scrive le e-mail alla comunità di Avaaz nel modo in cui un assistente scriverebbe le cartelline informative a un presidente o a un primo ministro: abbiamo solo un momento per convogliare tutta l'informazione di cui il lettore ha bisogno per decidere se impegnarsi in quella campagna o meno, e la sopravvivenza della campagna stessa dipende da quella decisione.

Per valorizzare quel momento di attenzione, è il dovere dello staff trovare il modo migliore in cui un paio di minuti, moltiplicati per un grande numero di persone, possa fare una differenza genuina su qualcosa di importante. Il lavoro dello staff insieme ai partner e agli esperti per sviluppare le strategie delle campagne che siano efficaci e rivolte ai membri; riassumerle e renderle chiare e coinvolgenti attraverso il solo testo dell'e-mail; e se i membri di Avaaz decidono di proseguire, il team garantisce che la campagna sarà portata avanti: consegnando le petizioni e i messaggi dei membri, ideando le campagne pubblicitarie finanziate dai membri o qualunque altra cosa ci sia da fare.

In altre parole, non è lo staff di Avaaz a decidere l'agenda, né prova a convincere i membri su ciò che c'è da fare. E' anzi l'opposto: lo staff ascolta i membri che suggeriscono le azioni che si possono intraprendere per incidere nel mondo. Non è un caso, quindi, che le migliori campagne che hanno ottenuto più successo fossero proprio suggerite dai membri di Avaaz stessi. E la leadership è una parte critica del servizio ai membri: ci vuole la visione e la competenza di trovare e comunicare un modo per costruire un mondo migliore.

Ci focalizziamo su momenti di svolta fra crisi e opportunità

Nella vita di un problema o di una causa, sorge talvolta un momento in cui va presa una decisione, e improvvisamente un appello pubblico può fare la differenza. Arrivare a quel momento può comportare anche anni di lavoro faticante, spesso dietro le scene, grazie a persone dedite solo a quello. Ma quando quel momento arriva, e l'attenzione pubblica inonda il campo, la maggior parte delle decisioni cruciali va da una parte all'altra a seconda di come i leader percepiscono le conseguenze politiche di ogni opzione. E' in queste brevi finestre di incredibile crisi e opportunità che la comunità di Avaaz spesso fa la differenza.

In qualunque paese o su qualunque questione, quei momenti potrebbero arrivare anche solo una o due volte l'anno. Ma perché Avaaz può lavorare in tutti i paesi e su tutti gli argomenti, questi momenti possono sorgere più volte in una settimana.

Il nostro modello finanziato dai membri ci rende indipendenti e responsabili

Proprio perché Avaaz è interamente finanziata dai membri, la responsabilità democratica fa parte del nostro DNA. Nessun importante gruppo economico e nessun governo può insistere perché Avaaz sposti le sue priorità per fare comodo a un'agenda esterna: semplicemente non accettiamo finanziamenti da governi o aziende. (Leggi più informazioni sul perché vale la pena fare una donazione a Avaaz qui, mentre per fare una donazione clicca qui.)

Anziché dividerci, noi cresciamo: uniti dai nostri valori

I movimenti, le coalizioni e le organizzazioni spesso si dividono con il passare del tempo in piccoli pezzi, o passano molto del loro tempo cercando di tenere diverse fazioni insieme. Ad Avaaz siamo consapevoli che le persone spesso potranno essere in disaccordo su questioni specifiche, ma anziché forzare il consenso, ognuno di noi semplicemente decide se partecipare a una particolare campagna o meno.

Alla base delle campagne di Avaaz c'è una serie di valori: la convinzione che per prima cosa siamo tutti esseri umani, onorati di avere delle responsabilità l'uno nei confronti dell'altro, nei confronti delle generazioni future e del pianeta. Le campagne su cui lavoriamo sono espressioni particolari di quelle responsabilità. E così, con il passare del tempo, Avaaz trova sempre la stessa cosa: che le persone che aderiscono a una comunità attraverso una campagna su una singola questione, si mobiliteranno successivamente su una questione di tutt'altro genere, e poi un'altra ancora. Questo è fonte di grande speranza: che i nostri sogni possano essere racchiusi nella stessa poesia e che, insieme, possiamo costruire il ponte fra il mondo che abbiamo e il mondo che tutti noi vorremmo.

CAMPAGNE VINTE

  • Photo Una vittoria per i Masai

    Per 20 anni, il governo della Tanzania ha cercato di cacciare una comunità Masai dai suoi territori per fare spazio a una grande azienda di caccia sportiva che consentisse di portare turisti desiderosi di cacciare gli animali selvaggi del posto. La nostra comunità ha lanciato una campagna che chiedeva al Presidente della Tanzania di mettere fine a tali espropri e dopo molti mesi di lavoro al fianco della comunità Masai, abbiamo vinto!

    È stato uno sforzo enorme: in 1,7 milioni abbiamo firmato la petizione, e assieme ai Masai abbiamo fatto pressione sui media internazionali, facendo in modo che CNN e Al Jazeera visitassero la zona e raccontassero questa storia a tutto il mondo. In seguito i membri di Avaaz hanno finanziato pagine a pagamento su giornali locali che chiedevano al governo di agire. Quando poi si è rifatta sentire la possibilità di un esproprio imminente, abbiamo dato sostegno a un corteo Masai fino alla capitale: i capi villaggio si sono accampati fuori dall'ufficio del Primo Ministro per tre settimane, obbligandolo ad ascoltare le loro rimostranze. La pressione stava crescendo e, verso fine settembre il Primo Ministro della Tanzania ha visitato la zona e annunciando ai Masai che il Presidente aveva confermato che non sarebbero stati espropriati.

    I Masai stanno aspettando di ottenere questa promessa per iscritto, ma l'impegno di mettere fine al conflitto è un successo enorme che molti dicevano sarebbe stato impossibile. Leggete questo articolo sul Guardian (in Inglese) per approfondire su come questa incredibile comunità Masai ha sfidato il suo governo fino ad ottenere questa vittoria. Leggi tutto >

  • Photo Sfidando l'orrore in paradiso

    Quando una quindicenne delle Maldive sopravvissuta ad uno stupro è stata condannata alla flagellazione con l'accusa di aver fatto sesso con un altro uomo, abbiamo fatto accendere i riflettori in tutto il mondo su queste cosiddette isole paradisiache. Oltre 2 milioni di membri di Avaaz hanno firmato una petizione che chiedeva al Presidente Mohammed Waheed di intervenire nel caso della ragazza e di mettere fine per sempre alla pratica della flagellazione.

    Avaaz ha fatto pressione entrando in contatto con i più alti livelli del governo delle Maldive e ha lanciato una campagna pubblicitaria che colpiva l'industria del turismo facendo conoscere la realtà della vita delle donne in queste isole. E in agosto l'Alta Corte finalmente ha detto no all'assurda pena della flagellazione (ulteriori informazioni su The Independent (in Inglese)). Un sondaggio commissionato da Avaaz promosso tra gli abitanti delle Maldive ha mostrato che il 92% di loro vuole una riforma delle leggi per proteggere le donne e che il 62% vuole vedere una moratoria sulle flagellazioni. Grazie a questi progressi, Avaaz continuerà a fare pressione per mettere finalmente fine a questa guerra contro le donne nelle Maldive. Leggi tutto >

    Vedi altre vittorie >

AVAAZ IN CIFRE

  • 0
    membri in tutto il mondo

  • 0
    azioni intraprese da gennaio 2007

  • 0
    paesi con membri di Avaaz

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